🗺️Mappa interattiva
Conflitti attivi, vittorie, vertenze e cause legali. Aggiornata progressivamente.
🏭Resistenza ai data center in Italia
La Lombardia concentra oltre il 60% delle richieste nazionali di nuovi data center. È lì che si stanno aprendo i primi conflitti veri.
Casi caldi
Bollate (MI) Ricorso ritirato
Progetto contestato da Legambiente Lombardia: 12 ettari di area verde tra Cascina del Sole e Cassina Nuova, con 7 km di cavidotto ad alta tensione tra case, scuole e piste ciclabili. Legambiente aveva depositato ricorso al TAR Lombardia nel settembre 2025.
Aggiornamento marzo 2026: Legambiente ha ritirato il ricorso dopo un accordo compensativo con Comune e proprietà (Fondazione Bellani): allargamento del Parco delle Groane e creazione di un nuovo corridoio ecologico nella parte orientale del territorio. Il data center si farà. Restano aperte le criticità su cavidotto, impatti acustici ed emissioni dei generatori ausiliari, monitorate da Legambiente nella fase di istruttoria VIA presso il Ministero dell'Ambiente.
«Non ha senso occupare aree verdi quando ci sono aree industriali dismesse.»
— Damiano Di Simine, responsabile scientifico Legambiente Lombardia
Bornasco (PV) — Microsoft Contestazione attiva
Progetto Microsoft su 165.000 m² di terreno agricolo. Gli sviluppatori hanno frazionato i progetti o dichiarato potenze inferiori ai 50 MW per eludere l'obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il comitato cittadino "Sentinelle del Territorio" (ex "No Logistica a Bornasco") monitora il progetto.
Arcene (BG) — Innovation Hub Gruppo Vitali Contestazione attiva
Innovation Hub su 233.000 m² di area agricola, circa il 5,5% del territorio comunale. Il progetto promette 4 milioni di euro al Comune in opere urbanistiche — leva tipica per piegare le piccole amministrazioni.
Polo Lombardia (Milano metropolitana)
Secondo il Politecnico di Milano sono 33 i data center attivi nell'area metropolitana milanese, con 10 in costruzione e 23 in fase di valutazione.
Quadro normativo italiano
- Linee guida Regione Lombardia (giugno 2024) — Non vincolanti, definiscono cinque tipologie di data center.
- Linee guida Ministero dell'Ambiente (agosto 2024) — Spingono verso rinnovabili e recupero di aree dismesse.
- Legge regionale Lombardia — Approvata dalla giunta lombarda il 17 novembre 2025: individua le aree dismesse come prioritarie ma consente di occupare terreno agricolo se si paga di più per il contributo di costruzione. Il movimento la chiama "monetizzazione del consumo di suolo".
- Decreto-legge 21/2026 ("Decreto Bollette") — In vigore dal 21 febbraio 2026: introduce un'Autorizzazione Unica tramite procedimento unico, con durata massima di dieci mesi (proroga di tre mesi in casi eccezionali), che assorbe VIA, AIA e nulla osta paesaggistici.
- Legge delega nazionale sui data center — Il testo unificato (risultato della fusione di cinque proposte di legge) è stato approvato all'unanimità dalla Camera il 24 febbraio 2026 (243 voti favorevoli, 0 contrari, 6 astenuti). Ora all'esame del Senato (A.S. 1821). Classifica i data center come infrastrutture strategiche nazionali e opere di pubblica utilità, delegando il Governo ad adottare decreti attuativi entro sei mesi dall'entrata in vigore.
I numeri del 2026
Secondo l'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano (dati gennaio 2026), tra il 2023 e il 2025 i 13 principali poli europei hanno raccolto investimenti per 29,5 miliardi di euro; le stime indicano un valore complessivo che potrebbe superare i 110 miliardi entro il 2028. In Italia risultano attivi tra i 146 e i 160 data center (fonti: Associazione Italiana Datacenter / Ministero delle Imprese), con 83 nuovi progetti annunciati per il triennio 2026-2028 da 30 aziende (19 nuove entranti) per un valore potenziale di 25,4 miliardi di euro — il 72% riconducibile a operatori internazionali non ancora attivi in Italia. La Lombardia concentra circa il 65-70% delle richieste di connessione elettrica del Paese.
Risorse italiane utili
- Legambiente Lombardia — La voce ambientalista più strutturata sul tema.
- IrpiMedia — "I data center si mangiano la terra"
- Internazionale — Francesca Coin sui data center
- Valori.it — "Data center in Lombardia, tra la nuova legge e i rischi di espansione incontrollata" (maggio 2026)
- Privacy Network — Analisi tecnico-politiche
- Edoardo Limone — "Il movimento no data center"
🇪🇺Europa: il panorama
🇮🇪 Irlanda — il caso limite
Nel 2024 i data center hanno consumato il 22% dell'energia elettrica totale dell'Irlanda — più di tutte le abitazioni urbane irlandesi messe insieme. Le previsioni statali indicano il 31% entro il 2034. EirGrid (gestore della rete) aveva chiesto una moratoria già nel 2021.
🇪🇸 Spagna — Saragozza/Aragona
A settembre 2025 c'è stata la prima grande manifestazione a Saragozza contro il consumo idrico degli impianti — è il perno della battaglia contro i data center in Spagna. La regione dell'Aragona è diventata l'hub spagnolo per Amazon, Microsoft e Meta proprio mentre soffre di siccità cronica.
🇳🇱 Paesi Bassi — Middenmeer e Zeewolde
Nei Paesi Bassi le proteste hanno portato all'occupazione del tetto del data center di Microsoft a Middenmeer; i manifestanti hanno contestato anche l'utilizzo a scopi militari delle intelligenze artificiali. Meta aveva proposto data center a Zeewolde con grande opposizione locale per l'impatto sulle riserve di acqua di falda: il progetto è stato bloccato dal parlamento olandese.
🇬🇧 Regno Unito — March against the machine
Le strade di Londra sono state attraversate dalla "March against the machine" davanti agli uffici di OpenAI, Meta e Google. La manifestazione ha denunciato che la proliferazione dei data center (circa 450) sta mettendo a rischio gli obiettivi climatici britannici.
🇨🇱 🇺🇾 America Latina — l'acqua come campo di battaglia
Cile: MOSACAT (Movimento Socioambiental Comunitario por el Agua y el Territorio) ha bloccato e fortemente ridimensionato i piani di Google, Microsoft e Amazon a Santiago.
Uruguay: la decisione del governo di autorizzare i data center Google in piena siccità peggiore in 74 anni ha generato proteste di massa.
Coordinamento e mappe
- Data Center Watch — Mappa dettagliata di progetti bloccati o ritardati negli USA.
- FracTracker Alliance — Data Center Map
Sondaggio europeo (ottobre 2025): più del 70% degli intervistati ritiene che la costruzione di nuovi impianti debba essere subordinata a nuove fonti rinnovabili; oltre il 60% pensa che non dovrebbero essere costruiti se alimentati a fossili.
⚖️Cause legali sul copyright
A giugno 2026 sono oltre 70 le cause attive o di recente esito contro aziende di IA per violazione di copyright, con un'esposizione cumulativa stimata superiore ai 50 miliardi di dollari. La prima sentenza d'appello sul fair use nel training è arrivata l'11 giugno 2026.
💰 Bartz et al. v. Anthropic Transato — 1,5 miliardi $
Un gruppo di autori ha citato Anthropic per aver usato libri piratati nell'addestramento di Claude. Il giudice Alsup ha stabilito (giugno 2025) che addestrare un'IA su opere protette può costituire fair use, ma che conservare copie piratate non lo è — una distinzione che è diventata il quadro di riferimento per le altre cause USA.
Esito: accordo da 1,5 miliardi di dollari, il più grande risarcimento per copyright nella storia statunitense. Copre circa 482.000 opere, per una cifra implicita di circa 3.113 $ a libro. Approvazione preliminare il 25 settembre 2025.
🗞️ NYT v. OpenAI / Microsoft Discovery in corso
Causa simbolo del fronte copyright (dicembre 2023, Southern District of New York), ora parte della MDL consolidata che riunisce 16 cause davanti al giudice Sidney Stein. Il New York Times sostiene che OpenAI ha usato illegalmente i contenuti del Times per addestrare ChatGPT.
Stato a giugno 2026: ancora nessuna decisione di merito. Nella primavera 2026 la disputa si è spostata sulla discovery: il giudice Stein ha confermato l'ordine che obbliga OpenAI a consegnare l'intero campione di 20 milioni di log ChatGPT anonimizzati richiesti dai querelanti, respingendo le obiezioni sulla privacy degli utenti.
📖 Authors Guild + 17 autori v. OpenAI In corso
Settembre 2023. Tra i firmatari: David Baldacci, Michael Connelly, Jonathan Franzen, John Grisham, George R.R. Martin, Jodi Picoult, George Saunders, Scott Turow. Causa di classe per violazione di copyright sulle opere di narrativa usate per addestrare GPT, ora confluita nella stessa MDL di NYT v. OpenAI.
Il punto centrale: i libri sarebbero stati scaricati da repository pirata (es. Books3, LibGen) e copiati nel training set.
🖼️ Getty Images v. Stability AI Decisa — UK High Court
Febbraio 2023. Getty accusava Stability AI di aver usato senza permesso più di 12 milioni di fotografie, le loro didascalie e i metadati per costruire Stable Diffusion, oltre a violazione di marchio per la riproduzione del watermark Getty nelle immagini generate.
Esito (novembre 2025): la UK High Court ha deciso a favore di Stability AI sul punto centrale, stabilendo che i pesi del modello non costituiscono "copie infrangenti" sotto la legge britannica (CDPA). Durante il processo Getty ha abbandonato le sue richieste principali di copyright, incluse quelle sulla copia in fase di addestramento. Getty ha vinto solo sulla violazione di marchio secondaria legata al watermark.
🎵 Concord Music + UMG v. Anthropic
Ottobre 2023. Major musicali che accusano Anthropic di aver scrapato testi di canzoni protetti.
🎬 Disney, Universal, Warner Bros. v. Midjourney
2024-2025. I tre grandi studios contestano la riproducibilità dei loro personaggi protetti via prompt.
⚖️ Thomson Reuters v. Ross Intelligence Appello — Third Circuit
L'11 giugno 2026 si è tenuta davanti al Third Circuit la prima udienza d'appello sulla questione se l'addestramento di un'IA su materiali protetti costituisca fair use. È la decisione più attesa del 2026 su questo fronte, perché sarà la prima pronuncia di una corte d'appello USA sul tema, destinata a orientare tutte le cause di primo grado ancora pendenti.
Risorse per seguire i casi
- ChatGPT Is Eating the World — Status di tutte le cause, aggiornato settimanalmente.
- McKool Smith — AI Litigation Newsroom — Update legali dettagliati caso per caso.
- AI Lawsuit Tracker — Database filtrato, oltre 180 cause monitorate (copyright, privacy, biometria, diffamazione).
- Authors Guild — Pagina causa
👻Ghost workers: i lavoratori invisibili dell'IA
Il lavoro nascosto dietro ogni LLM e ogni sistema di moderazione: persone che etichettano dati ed eliminano contenuti tossici, spesso pagate 1-2 dollari l'ora in Kenya, Filippine, Venezuela, Colombia.
🇰🇪 Kenya — Sama / Meta / OpenAI
Il fronte più avanzato a livello mondiale.
- L'African Content Moderators Union è stato formato da 150 lavoratori AI africani — un atto di sfida storica contro le big tech. Uno degli organizer (Richard Mathenge) è entrato nelle 100 persone più influenti nell'IA secondo TIME.
- L'Alta Corte keniota nel giugno 2023 ha ordinato a Meta di fornire "cure mediche, psichiatriche e psicologiche adeguate".
- La Corte d'Appello ha sancito che le cause possono procedere a giudizio in Kenya, respingendo le obiezioni di Meta sulla giurisdizione.
- OpenAI — TIME ha rivelato nel 2023 che OpenAI ha pagato microworker in Kenya tra 1,32 $ e 2 $ all'ora per esaminare contenuti tossici e addestrare i filtri di moderazione di ChatGPT.
Sama collassa — aprile 2026 Causa in attesa di sentenza
Un gruppo di 185 ex moderatori sta facendo causa a Sama e Meta per licenziamento illegittimo e blacklisting. Risarcimento richiesto: 1,6 miliardi di dollari. La Corte d'Appello keniota aveva già respinto le obiezioni di giurisdizione di Meta, permettendo al caso di procedere a giudizio.
Pochi giorni dopo, Meta ha terminato il contratto con Sama, lasciando 1.108 lavoratori senza lavoro.
Aggiornamento: la sentenza di merito, attesa per il 12 febbraio 2026 dal giudice Nduma Nderi della Employment and Labour Relations Court, è stata rinviata ("ruling on notice") a data da definirsi. Il caso resta pendente.
📋 Lettera aperta dei data labeler kenyoti a Biden (maggio 2024)
Quasi 100 data labeler kenyoti hanno scritto a Joe Biden descrivendo le loro condizioni come "schiavitù moderna". Otto+ ore al giorno a esaminare contenuti grafici (omicidi, suicidi, abusi su minori, violenza estrema). Per meno di 2 $ all'ora.
🇨🇴 Colombia — Teleperformance / TikTok
In Colombia, la piattaforma di outsourcing Teleperformance ha firmato un accordo storico per consentire ai suoi 40.000 lavoratori il diritto di formare un sindacato, dopo un'inchiesta che ha esposto le condizioni dei moderatori di TikTok.
🇰🇪 Data Labelers Association
I lavoratori kenyoti hanno formato la Data Labelers Association per difendere trattamento equo e condizioni migliori — un'azione collettiva che segnala una resistenza necessaria alla catena di fornitura globale predatoria dell'IA.
Risorse per seguire e supportare
- Foxglove — ONG britannica che fa cause legali a fianco dei moderatori africani contro Meta, TikTok e altri. Punto di riferimento principale.
- Data Workers' Inquiry — Progetto di ricerca-azione con i ghost worker globali (Kenya, Colombia, Venezuela, Siria).
- Mercy Mutemi (avvocata) — L'avvocata che porta avanti le cause kenyote in tribunale.
- Partnership on AI — Responsible Sourcing of Data Enrichment Services
- Ghost Work, Mary L. Gray & Siddharth Suri — Il libro che ha definito la categoria.
Letture sul tema
- TIME (gennaio 2023) — Inside Facebook's African Sweatshop e OpenAI Used Kenyan Workers on Less Than $2 Per Hour.
- 60 Minutes e DW — Documentari recenti sui lavoratori kenyoti.
- Coda Story — "In Kenya's slums, they're doing our digital dirty work"
🪨Usi critici e decoloniali dell'IA
Non tutta la resistenza è contro l'intelligenza artificiale. Un fronte distinto — fatto di artiste, artisti e comunità — usa gli stessi strumenti generativi per ricostruire archivi cancellati dal colonialismo, rivendicare sovranità sui propri dati e rovesciare la logica estrattiva con cui questi modelli vengono addestrati.
🇳🇬 Minne Atairu — i Bronzi del Benin e i bias dei modelli
Artista e ricercatrice nigeriana, dottoranda alla Columbia University (Teachers College). Usa reti generative (StyleGAN, GAN, modelli di sintesi 3D) per ricostruire i Bronzi del Benin, saccheggiati dalle truppe britanniche nel 1897 e oggi dispersi tra musei europei e americani. Il progetto Artificial Idia ricostruisce digitalmente una maschera d'avorio della regina Idia di Benin, di cui esistono solo quattro esemplari noti, ancora trattenuti da musei occidentali (incluso il Linden-Museum di Stoccarda).
Il punto critico del suo lavoro: l'IA non viene usata per "recuperare" un passato neutro, ma per rendere visibile cosa manca — l'assenza come dato, non come vuoto. Atairu lo definisce un tentativo di "reimmaginare un passato che è stato rubato".
Un secondo filone della sua ricerca lavora invece sul presente dei modelli generativi: Blonde Braids Study documenta cosa succede quando si chiede a un text-to-image di generare ragazze nere con treccine bionde. I sistemi tendono a "schiarire" pelle e tratti verso standard estetici bianchi, oppure a non riconoscere le treccine come acconciatura e a trasformarle in texture generiche. Atairu legge questo non come un bug isolato, ma come la prova che i dataset di addestramento riflettono — e quindi riproducono — gerarchie estetiche coloniali già esistenti.
🇵🇸 Ameera Kawash — archivi palestinesi e corpo dei dati
Artista e ricercatrice palestinese-irachena-americana. Il progetto Future Archives esamina l'impatto dell'IA generativa sulle narrazioni e le vite palestinesi, mentre Rescripting Data Bodies: Black Body Radiation (con l'artista ghanese-americana Ama BE) collega dati e corporeità attraverso le tradizioni delle maschere dell'Africa occidentale.
Per Kawash, "decolonizzare l'IA" significa contestare il principio del computing universale: anche quando i dati sono raccolti con consenso, il fatto stesso di trasformare conoscenza in etichette e categorie standardizzate riproduce una logica coloniale.
🌐 Indigenous Data Sovereignty
Movimento collettivo (non un singolo progetto artistico) che rivendica il diritto delle comunità indigene a possedere, controllare e decidere l'uso dei dati che le riguardano — comprese conoscenze tradizionali, lingue e immagini finite nei dataset di addestramento senza consenso. Come sintetizza il ricercatore maori Keoni Mahelona: "i dati sono l'ultima frontiera della colonizzazione".
- La Cherokee Nation ha istituito una governance interna sull'IA: comitati di supervisione, programmi di data literacy e un questionario obbligatorio per qualsiasi azienda che voglia collaborare con la Nazione.
- First Languages AI Reality (FLAIR) — rete che lavora su sovranità linguistica e IA, organizzatrice del primo "AI + Languages Forum" (Città del Messico, marzo 2025) con 47 attivisti digitali indigeni di 15 lingue diverse.
- UNESCO ha pubblicato linee guida specifiche per la sovranità dei dati di oltre 800 popoli indigeni in America Latina e Caraibi (rapporto presentato al Terzo Forum Globale contro il Razzismo e la Discriminazione, San Paolo).
Per orientarsi
- minneatairu.com — Portfolio e documentazione dei progetti.
- Blonde Braids Study — Documentazione del progetto sui bias razziali dei modelli text-to-image.
- Le Random — intervista a Minne Atairu
- Untold Magazine — intervista a Ameera Kawash
- UNESCO — Indigenous Data Sovereignty in AI
✊Sindacalismo tech e organizing
Iniziative dei lavoratori contro Big Tech militare
- No Tech For Apartheid (NOTA) — Campagna principale guidata da lavoratori di Google e Amazon contro il contratto Project Nimbus.
- No Tech for Apartheid — Wikipedia
- No Tech for Apartheid — BDS Movement
- No Tech For Apartheid — Medium
- No Azure for Apartheid — Lavoratori Microsoft contro contratti cloud/IA con Israele.
Sindacati e coalizioni
- Tech Workers Coalition (TWC) — Coalizione internazionale, volontaria e democratica di lavoratori tech.
- Alphabet Workers Union (AWU-CWA) — Sindacato wall-to-wall di Google/Alphabet, affiliato a CWA.
- CODE-CWA — Campaign to Organize Digital Employees: tech, videogiochi, digitale in USA e Canada.
- Emergency Workplace Organizing Committee (EWOC) — Iniziativa congiunta DSA + UE.
📚AI literacy critica e ricerca indipendente
🚩 Timnit Gebru — il caso "Stochastic Parrots" Whistleblower
Co-responsabile del team Ethical AI di Google, nota per aver dimostrato i bias razziali e di genere nei sistemi di riconoscimento facciale e per aver co-fondato Black in AI. A dicembre 2020 Gebru è stata estromessa da Google dopo essersi rifiutata di ritirare il proprio nome da un paper — divenuto poi celebre come "On the Dangers of Stochastic Parrots" — che metteva in discussione i grandi modelli linguistici sui costi ambientali, i bias incorporati nei dati di addestramento e la mancanza di trasparenza, inclusa una tecnologia (BERT) alla base del motore di ricerca e quindi della pubblicità di Google.
Pochi mesi dopo, a febbraio 2021, Google ha licenziato anche Margaret Mitchell, co-responsabile dello stesso team con Gebru, dopo un'indagine interna sulle sue email. Oltre 2.600 dipendenti Google e migliaia di accademici firmarono lettere di protesta.
Gebru ha poi fondato il DAIR — Distributed AI Research Institute, istituto di ricerca indipendente e comunitario, esplicitamente pensato per sottrarre la ricerca critica sull'IA all'influenza economica delle aziende che quella stessa IA la costruiscono e vendono.
«Non si possono avere le dinamiche attuali e aspettarsi che dalle aziende tech esca qualcosa che non sia propaganda. Quando inizi a censurare la ricerca, è quello che ottieni: paper che finiscono per essere più simili a propaganda.»
— Timnit Gebru
Ricerca, advocacy e audit critico
- DAIR — Distributed AI Research Institute — Fondato da Timnit Gebru. Ricerca indipendente, comunitaria, esplicitamente "fuori" dall'influenza Big Tech.
- Algorithmic Justice League (AJL) — Joy Buolamwini: ricerca, arte e advocacy contro bias algoritmici.
- Data & Society — Impatti sociali e politici di dati e IA.
- AI Now Institute — Think tank critico su concentrazione di potere, lavoro, ambiente.
- Mozilla Foundation — Trustworthy AI
- Hugging Face — Society & Ethics
Diritti digitali, sorveglianza, armi autonome
- Stop Killer Robots — Coalizione di 250+ ONG per il bando delle armi autonome letali.
- Electronic Frontier Foundation (EFF)
- Privacy International — AI
- Access Now
- EPIC — Electronic Privacy Information Center
- Fight for the Future
Formazione e literacy
- AI Literacy & Ethics — Bok Center, Harvard
- Understanding AI Literacy — Stanford Teaching Commons
- UNESCO — Global AI Ethics & Governance Observatory
- MIT RAISE — AI and Ethics curriculum
- AIandYou — Nonprofit USA per l'alfabetizzazione AI nelle comunità marginalizzate.
- Mozilla Common Voice — Dataset vocali multilingue open.
🎧Letture e ascolti per orientarsi
Libri per la AI literacy critica (italiano)
- Luciano Floridi, Etica dell'intelligenza artificiale (Raffaello Cortina, 2022) — Il riferimento italiano per il vocabolario.
- Massimo Chiriatti, Incoscienza artificiale (Luiss University Press) — Smonta l'idea che l'IA "capisca" qualcosa.
- Stefano Quintarelli (a cura di), Intelligenza artificiale (Bollati Boringhieri) — Sei esperti, sei prospettive.
- Kate Crawford, Né intelligente né artificiale. Il lato oscuro dell'IA (Il Mulino, 2021) — Il libro più importante sulla materialità dell'IA.
- Cathy O'Neil, Armi di distruzione matematica — Algoritmi predittivi e disuguaglianze.
- Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza (LUISS).
- Daniela Tafani et al., Le macchine di dio (Luiss University Press, 2022).
Podcast critici (inglese)
- Mystery AI Hype Theater 3000 — Emily Bender + Alex Hanna (DAIR). Sgonfia l'hype settimanalmente.
- Tech Won't Save Us — Paris Marx, critica politico-economica.
- Better Offline — Ed Zitron.
Voci italiane
- Guerre di Rete — Newsletter di Carola Frediani.
- DataKnightmare — Podcast di Walter Vannini.
- Hermes Center — Trasparenza e diritti digitali.
- IrpiMedia — Giornalismo investigativo.
Riviste
- Logic(s) Magazine — Tecnologia, lavoro, politica.