Resistenze AI

Mappa dei conflitti, vertenze e mobilitazioni contro l'espansione delle infrastrutture e dei modelli di intelligenza artificiale: data center, lavoro cognitivo, ghost workers, copyright, sorveglianza.

Prototipo · Ultimo aggiornamento: giugno 2026

🗺️Mappa interattiva

Conflitti attivi, vittorie, vertenze e cause legali. Aggiornata progressivamente.

Data center contestati
Vittorie e progetti bloccati
Cause legali
Vertenze sindacali
Fonte dati: uMap su OpenStreetMap · Apri a schermo intero

🏭Resistenza ai data center in Italia

La Lombardia concentra oltre il 60% delle richieste nazionali di nuovi data center. È lì che si stanno aprendo i primi conflitti veri.

Casi caldi

Bollate (MI) Ricorso ritirato

Progetto contestato da Legambiente Lombardia: 12 ettari di area verde tra Cascina del Sole e Cassina Nuova, con 7 km di cavidotto ad alta tensione tra case, scuole e piste ciclabili. Legambiente aveva depositato ricorso al TAR Lombardia nel settembre 2025.

Aggiornamento marzo 2026: Legambiente ha ritirato il ricorso dopo un accordo compensativo con Comune e proprietà (Fondazione Bellani): allargamento del Parco delle Groane e creazione di un nuovo corridoio ecologico nella parte orientale del territorio. Il data center si farà. Restano aperte le criticità su cavidotto, impatti acustici ed emissioni dei generatori ausiliari, monitorate da Legambiente nella fase di istruttoria VIA presso il Ministero dell'Ambiente.

«Non ha senso occupare aree verdi quando ci sono aree industriali dismesse.»
— Damiano Di Simine, responsabile scientifico Legambiente Lombardia
Fonte: Legambiente Lombardia · Il Giorno · Internazionale, Francesca Coin

Bornasco (PV) — Microsoft Contestazione attiva

Progetto Microsoft su 165.000 m² di terreno agricolo. Gli sviluppatori hanno frazionato i progetti o dichiarato potenze inferiori ai 50 MW per eludere l'obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il comitato cittadino "Sentinelle del Territorio" (ex "No Logistica a Bornasco") monitora il progetto.

Fonte: IrpiMedia · Privacy Network

Arcene (BG) — Innovation Hub Gruppo Vitali Contestazione attiva

Innovation Hub su 233.000 m² di area agricola, circa il 5,5% del territorio comunale. Il progetto promette 4 milioni di euro al Comune in opere urbanistiche — leva tipica per piegare le piccole amministrazioni.

Fonte: IrpiMedia, "I data center si mangiano la terra (ancora) verde"

Polo Lombardia (Milano metropolitana)

Secondo il Politecnico di Milano sono 33 i data center attivi nell'area metropolitana milanese, con 10 in costruzione e 23 in fase di valutazione.

Fonte: Privacy Network

Quadro normativo italiano

I numeri del 2026

Secondo l'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano (dati gennaio 2026), tra il 2023 e il 2025 i 13 principali poli europei hanno raccolto investimenti per 29,5 miliardi di euro; le stime indicano un valore complessivo che potrebbe superare i 110 miliardi entro il 2028. In Italia risultano attivi tra i 146 e i 160 data center (fonti: Associazione Italiana Datacenter / Ministero delle Imprese), con 83 nuovi progetti annunciati per il triennio 2026-2028 da 30 aziende (19 nuove entranti) per un valore potenziale di 25,4 miliardi di euro — il 72% riconducibile a operatori internazionali non ancora attivi in Italia. La Lombardia concentra circa il 65-70% delle richieste di connessione elettrica del Paese.

🪶AI frugale: l'altra faccia della corsa al gigantismo

Mentre i grandi laboratori competono a costruire modelli sempre più grandi — e data center sempre più assetati di energia — un fronte diverso lavora nella direzione opposta: modelli più piccoli, più efficienti, pensati per consumare meno calcolo, meno energia, meno dati. Non è un movimento unico: dietro l'etichetta "AI frugale" convivono spinte molto diverse tra loro, dalla sostenibilità ambientale alla pura necessità geopolitica.

Il paradigma: cosa si intende per "AI frugale"

Il termine ha un punto di riferimento istituzionale nel Frugal AI Hub, centro di ricerca della Cambridge Judge Business School (Regno Unito), co-fondato da Serish Venkata Gandikota ed Elizabeth Osta. Il Hub definisce l'AI frugale come un cambio di paradigma verso sistemi che ottengono un impatto elevato con risorse minime — "fare di più con meno" su calcolo, energia, dati e capitale — rivolto soprattutto a PMI, mercati emergenti e contesti con risorse limitate, in collaborazione con partner come l'UNICC delle Nazioni Unite.

È un framework teorico e di policy, non un'azienda né un prodotto: pubblica white paper, organizza workshop a Cambridge e lavora come piattaforma di connessione tra ricercatori, aziende e istituzioni.

Fonte: frugalai.org — Frugal AI Hub, Cambridge Judge Business School

🇮🇹 Il fronte italiano: tra Piemonte e Lombardia

Focoos AI Piemonte

Spin-off del Politecnico di Torino (Dipartimento DAUIN), fondata da Antonio Tavera e Fabio Cermelli con la guida scientifica di Barbara Caputo. Ha chiuso a inizio 2025 un round Seed da 2,65 milioni di euro — non 265 milioni, cifra che a volte circola per un errore di battitura nello slug di alcuni articoli — guidato da Galaxia (CDP Venture Capital) con la partecipazione di Exor Ventures (famiglia Elkann), Finpiemonte, Vertis e Vento.

La tecnologia rende i modelli di visione artificiale (computer vision) fino a 4 volte più efficienti e 10 volte più veloci della media di mercato, permettendo di farli girare su dispositivi edge — telecamere, droni — invece che su data center. Vince il Premio Nazionale per l'Innovazione 2023.

Fonte: Politecnico di Torino · I3P · CDP Venture Capital

Neuronova Lombardia

Startup milanese incubata da PoliHub, l'acceleratore del Politecnico di Milano, fondata da Alessandro Milozzi (dottorato in calcolo neuromorfico) con Marco Rasetto e Michele Mastella. Sviluppa chip che elaborano intelligenza artificiale implementando neuroni e sinapsi come strutture fisiche analogiche su silicio — non in forma digitale, ma replicando il funzionamento del cervello biologico.

Il risultato è un processore che elabora segnali in tempo reale senza conversione analogico-digitale e senza latenza di rete, con un consumo energetico stimato circa mille volte inferiore a quello di una GPU convenzionale — sotto il microwatt.

Fonte: Digitalic — "Progetti di AI Italiana"

🇺🇸 Stati Uniti: l'efficienza come economia d'impresa

Negli USA il driver dell'AI "piccola" non è principalmente la sostenibilità, ma l'economia enterprise: i costi cloud dei modelli di punta sono diventati insostenibili per molti casi d'uso. Il caso più visibile è la famiglia Phi di Microsoft, lanciata nel 2024 e arrivata a fine 2025 a Phi-4 e Phi-4-reasoning: modelli "piccoli" (3,8-14 miliardi di parametri, contro le centinaia di miliardi dei modelli di punta) capaci di prestazioni competitive a una frazione del costo. Secondo stime di settore, servire un modello da 7 miliardi di parametri costa 10-30 volte meno che far girare un modello da 70-175 miliardi, con un risparmio energetico stimato fino al 75%.

Il 2026 viene descritto da diversi osservatori di settore come l'anno in cui l'AI enterprise passa "dall'hype al pragmatismo": le aziende si spostano da un unico modello generalista enorme verso architetture ibride, dove i modelli piccoli gestiscono il grosso del lavoro e i modelli di frontiera intervengono solo quando serve davvero.

Fonte: Microsoft Azure · TechCrunch

🇨🇳 Cina: l'efficienza come necessità geopolitica

DeepSeek Caso geopolitico

Il caso più dirompente non nasce da una scelta etica, ma da una costrizione: i controlli statunitensi sull'export di chip avanzati hanno tagliato fuori i laboratori cinesi dall'hardware più potente. DeepSeek ha dichiarato di aver addestrato il suo modello V3 (livello GPT-4) per circa 5,6 milioni di dollari, e il modello di reasoning R1 (gennaio 2025) a circa il 4% del costo dell'equivalente OpenAI o1 — un ordine di grandezza in meno rispetto a quanto investito da Meta sui propri modelli con un numero comparabile di chip.

L'effetto sui mercati è stato immediato: il 27 gennaio 2025 l'app di DeepSeek ha superato ChatGPT nella classifica gratuita dell'App Store USA, mentre Nvidia ha perso oltre 600 miliardi di dollari di valutazione in una sola giornata di borsa. Il fondatore di DeepSeek, Liang Wenfeng, ha dichiarato pubblicamente che "il problema non sono mai stati i soldi: è il divieto di importare chip avanzati" — riconoscendo che l'efficienza è stata imposta dalla scarsità, non scelta liberamente.

Il dibattito che ne è seguito è tutt'altro che chiuso: alcuni osservatori (RAND, CSIS) sostengono che il caso DeepSeek dimostri il bisogno di controlli export più mirati, non meno, perché senza vincoli di scarsità le aziende cinesi avrebbero comunque accesso a calcolo illimitato in futuro; altri (Brookings) osservano che la scarsità ha semplicemente accelerato l'innovazione cinese sul fronte degli algoritmi, producendo un effetto opposto a quello voluto dalle sanzioni.

Fonte: RAND Corporation · CSIS · Brookings Institution · Carnegie Endowment

Tre fronti, tre logiche diverse

Vale la pena non confondere questi tre filoni sotto un'unica etichetta consolante. In Italia/UE l'AI frugale nasce soprattutto da un'agenda di sostenibilità e accessibilità (anche per PMI e territori con meno risorse). Negli USA nasce da un calcolo economico enterprise: i modelli piccoli costano meno e bastano per la maggior parte dei task. In Cina nasce da una costrizione geopolitica imposta dai controlli export — non una scelta di principio, ma una necessità che si è poi rivelata anche un vantaggio competitivo. Tre strade diverse arrivano a una stessa parola, "frugale", con significati politici molto distanti.

🇪🇺Europa: il panorama

🇮🇪 Irlanda — il caso limite

Nel 2024 i data center hanno consumato il 22% dell'energia elettrica totale dell'Irlanda — più di tutte le abitazioni urbane irlandesi messe insieme. Le previsioni statali indicano il 31% entro il 2034. EirGrid (gestore della rete) aveva chiesto una moratoria già nel 2021.

🇪🇸 Spagna — Saragozza/Aragona

A settembre 2025 c'è stata la prima grande manifestazione a Saragozza contro il consumo idrico degli impianti — è il perno della battaglia contro i data center in Spagna. La regione dell'Aragona è diventata l'hub spagnolo per Amazon, Microsoft e Meta proprio mentre soffre di siccità cronica.

🇳🇱 Paesi Bassi — Middenmeer e Zeewolde

Nei Paesi Bassi le proteste hanno portato all'occupazione del tetto del data center di Microsoft a Middenmeer; i manifestanti hanno contestato anche l'utilizzo a scopi militari delle intelligenze artificiali. Meta aveva proposto data center a Zeewolde con grande opposizione locale per l'impatto sulle riserve di acqua di falda: il progetto è stato bloccato dal parlamento olandese.

🇬🇧 Regno Unito — March against the machine

Le strade di Londra sono state attraversate dalla "March against the machine" davanti agli uffici di OpenAI, Meta e Google. La manifestazione ha denunciato che la proliferazione dei data center (circa 450) sta mettendo a rischio gli obiettivi climatici britannici.

🇨🇱 🇺🇾 America Latina — l'acqua come campo di battaglia

Cile: MOSACAT (Movimento Socioambiental Comunitario por el Agua y el Territorio) ha bloccato e fortemente ridimensionato i piani di Google, Microsoft e Amazon a Santiago.
Uruguay: la decisione del governo di autorizzare i data center Google in piena siccità peggiore in 74 anni ha generato proteste di massa.

Coordinamento e mappe

Sondaggio europeo (ottobre 2025): più del 70% degli intervistati ritiene che la costruzione di nuovi impianti debba essere subordinata a nuove fonti rinnovabili; oltre il 60% pensa che non dovrebbero essere costruiti se alimentati a fossili.

⚖️Cause legali sul copyright

A giugno 2026 sono oltre 70 le cause attive o di recente esito contro aziende di IA per violazione di copyright, con un'esposizione cumulativa stimata superiore ai 50 miliardi di dollari. La prima sentenza d'appello sul fair use nel training è arrivata l'11 giugno 2026.

💰 Bartz et al. v. Anthropic Transato — 1,5 miliardi $

Un gruppo di autori ha citato Anthropic per aver usato libri piratati nell'addestramento di Claude. Il giudice Alsup ha stabilito (giugno 2025) che addestrare un'IA su opere protette può costituire fair use, ma che conservare copie piratate non lo è — una distinzione che è diventata il quadro di riferimento per le altre cause USA.

Esito: accordo da 1,5 miliardi di dollari, il più grande risarcimento per copyright nella storia statunitense. Copre circa 482.000 opere, per una cifra implicita di circa 3.113 $ a libro. Approvazione preliminare il 25 settembre 2025.

🗞️ NYT v. OpenAI / Microsoft Discovery in corso

Causa simbolo del fronte copyright (dicembre 2023, Southern District of New York), ora parte della MDL consolidata che riunisce 16 cause davanti al giudice Sidney Stein. Il New York Times sostiene che OpenAI ha usato illegalmente i contenuti del Times per addestrare ChatGPT.

Stato a giugno 2026: ancora nessuna decisione di merito. Nella primavera 2026 la disputa si è spostata sulla discovery: il giudice Stein ha confermato l'ordine che obbliga OpenAI a consegnare l'intero campione di 20 milioni di log ChatGPT anonimizzati richiesti dai querelanti, respingendo le obiezioni sulla privacy degli utenti.

📖 Authors Guild + 17 autori v. OpenAI In corso

Settembre 2023. Tra i firmatari: David Baldacci, Michael Connelly, Jonathan Franzen, John Grisham, George R.R. Martin, Jodi Picoult, George Saunders, Scott Turow. Causa di classe per violazione di copyright sulle opere di narrativa usate per addestrare GPT, ora confluita nella stessa MDL di NYT v. OpenAI.

Il punto centrale: i libri sarebbero stati scaricati da repository pirata (es. Books3, LibGen) e copiati nel training set.

🖼️ Getty Images v. Stability AI Decisa — UK High Court

Febbraio 2023. Getty accusava Stability AI di aver usato senza permesso più di 12 milioni di fotografie, le loro didascalie e i metadati per costruire Stable Diffusion, oltre a violazione di marchio per la riproduzione del watermark Getty nelle immagini generate.

Esito (novembre 2025): la UK High Court ha deciso a favore di Stability AI sul punto centrale, stabilendo che i pesi del modello non costituiscono "copie infrangenti" sotto la legge britannica (CDPA). Durante il processo Getty ha abbandonato le sue richieste principali di copyright, incluse quelle sulla copia in fase di addestramento. Getty ha vinto solo sulla violazione di marchio secondaria legata al watermark.

🎵 Concord Music + UMG v. Anthropic

Ottobre 2023. Major musicali che accusano Anthropic di aver scrapato testi di canzoni protetti.

🎬 Disney, Universal, Warner Bros. v. Midjourney

2024-2025. I tre grandi studios contestano la riproducibilità dei loro personaggi protetti via prompt.

⚖️ Thomson Reuters v. Ross Intelligence Appello — Third Circuit

L'11 giugno 2026 si è tenuta davanti al Third Circuit la prima udienza d'appello sulla questione se l'addestramento di un'IA su materiali protetti costituisca fair use. È la decisione più attesa del 2026 su questo fronte, perché sarà la prima pronuncia di una corte d'appello USA sul tema, destinata a orientare tutte le cause di primo grado ancora pendenti.

Risorse per seguire i casi

👻Ghost workers: i lavoratori invisibili dell'IA

Il lavoro nascosto dietro ogni LLM e ogni sistema di moderazione: persone che etichettano dati ed eliminano contenuti tossici, spesso pagate 1-2 dollari l'ora in Kenya, Filippine, Venezuela, Colombia.

🇰🇪 Kenya — Sama / Meta / OpenAI

Il fronte più avanzato a livello mondiale.

Sama collassa — aprile 2026 Causa in attesa di sentenza

Un gruppo di 185 ex moderatori sta facendo causa a Sama e Meta per licenziamento illegittimo e blacklisting. Risarcimento richiesto: 1,6 miliardi di dollari. La Corte d'Appello keniota aveva già respinto le obiezioni di giurisdizione di Meta, permettendo al caso di procedere a giudizio.

Pochi giorni dopo, Meta ha terminato il contratto con Sama, lasciando 1.108 lavoratori senza lavoro.

Aggiornamento: la sentenza di merito, attesa per il 12 febbraio 2026 dal giudice Nduma Nderi della Employment and Labour Relations Court, è stata rinviata ("ruling on notice") a data da definirsi. Il caso resta pendente.

📋 Lettera aperta dei data labeler kenyoti a Biden (maggio 2024)

Quasi 100 data labeler kenyoti hanno scritto a Joe Biden descrivendo le loro condizioni come "schiavitù moderna". Otto+ ore al giorno a esaminare contenuti grafici (omicidi, suicidi, abusi su minori, violenza estrema). Per meno di 2 $ all'ora.

🇨🇴 Colombia — Teleperformance / TikTok

In Colombia, la piattaforma di outsourcing Teleperformance ha firmato un accordo storico per consentire ai suoi 40.000 lavoratori il diritto di formare un sindacato, dopo un'inchiesta che ha esposto le condizioni dei moderatori di TikTok.

🇰🇪 Data Labelers Association

I lavoratori kenyoti hanno formato la Data Labelers Association per difendere trattamento equo e condizioni migliori — un'azione collettiva che segnala una resistenza necessaria alla catena di fornitura globale predatoria dell'IA.

Risorse per seguire e supportare

  • Foxglove — ONG britannica che fa cause legali a fianco dei moderatori africani contro Meta, TikTok e altri. Punto di riferimento principale.
  • Data Workers' Inquiry — Progetto di ricerca-azione con i ghost worker globali (Kenya, Colombia, Venezuela, Siria).
  • Mercy Mutemi (avvocata) — L'avvocata che porta avanti le cause kenyote in tribunale.
  • Partnership on AI — Responsible Sourcing of Data Enrichment Services
  • Ghost Work, Mary L. Gray & Siddharth Suri — Il libro che ha definito la categoria.

Letture sul tema

🪨Usi critici e decoloniali dell'IA

Non tutta la resistenza è contro l'intelligenza artificiale. Un fronte distinto — fatto di artiste, artisti e comunità — usa gli stessi strumenti generativi per ricostruire archivi cancellati dal colonialismo, rivendicare sovranità sui propri dati e rovesciare la logica estrattiva con cui questi modelli vengono addestrati.

🇳🇬 Minne Atairu — i Bronzi del Benin e i bias dei modelli

Artista e ricercatrice nigeriana, dottoranda alla Columbia University (Teachers College). Usa reti generative (StyleGAN, GAN, modelli di sintesi 3D) per ricostruire i Bronzi del Benin, saccheggiati dalle truppe britanniche nel 1897 e oggi dispersi tra musei europei e americani. Il progetto Artificial Idia ricostruisce digitalmente una maschera d'avorio della regina Idia di Benin, di cui esistono solo quattro esemplari noti, ancora trattenuti da musei occidentali (incluso il Linden-Museum di Stoccarda).

Il punto critico del suo lavoro: l'IA non viene usata per "recuperare" un passato neutro, ma per rendere visibile cosa manca — l'assenza come dato, non come vuoto. Atairu lo definisce un tentativo di "reimmaginare un passato che è stato rubato".

Un secondo filone della sua ricerca lavora invece sul presente dei modelli generativi: Blonde Braids Study documenta cosa succede quando si chiede a un text-to-image di generare ragazze nere con treccine bionde. I sistemi tendono a "schiarire" pelle e tratti verso standard estetici bianchi, oppure a non riconoscere le treccine come acconciatura e a trasformarle in texture generiche. Atairu legge questo non come un bug isolato, ma come la prova che i dataset di addestramento riflettono — e quindi riproducono — gerarchie estetiche coloniali già esistenti.

Fonte: ArtNews · Barnard College · minneatairu.com

🇵🇸 Ameera Kawash — archivi palestinesi e corpo dei dati

Artista e ricercatrice palestinese-irachena-americana. Il progetto Future Archives esamina l'impatto dell'IA generativa sulle narrazioni e le vite palestinesi, mentre Rescripting Data Bodies: Black Body Radiation (con l'artista ghanese-americana Ama BE) collega dati e corporeità attraverso le tradizioni delle maschere dell'Africa occidentale.

Per Kawash, "decolonizzare l'IA" significa contestare il principio del computing universale: anche quando i dati sono raccolti con consenso, il fatto stesso di trasformare conoscenza in etichette e categorie standardizzate riproduce una logica coloniale.

Fonte: Untold Magazine · Global Voices Advox

🌐 Indigenous Data Sovereignty

Movimento collettivo (non un singolo progetto artistico) che rivendica il diritto delle comunità indigene a possedere, controllare e decidere l'uso dei dati che le riguardano — comprese conoscenze tradizionali, lingue e immagini finite nei dataset di addestramento senza consenso. Come sintetizza il ricercatore maori Keoni Mahelona: "i dati sono l'ultima frontiera della colonizzazione".

Per orientarsi

Sindacalismo tech e organizing

Iniziative dei lavoratori contro Big Tech militare

Sindacati e coalizioni

📚AI literacy critica e ricerca indipendente

🚩 Timnit Gebru — il caso "Stochastic Parrots" Whistleblower

Co-responsabile del team Ethical AI di Google, nota per aver dimostrato i bias razziali e di genere nei sistemi di riconoscimento facciale e per aver co-fondato Black in AI. A dicembre 2020 Gebru è stata estromessa da Google dopo essersi rifiutata di ritirare il proprio nome da un paper — divenuto poi celebre come "On the Dangers of Stochastic Parrots" — che metteva in discussione i grandi modelli linguistici sui costi ambientali, i bias incorporati nei dati di addestramento e la mancanza di trasparenza, inclusa una tecnologia (BERT) alla base del motore di ricerca e quindi della pubblicità di Google.

Pochi mesi dopo, a febbraio 2021, Google ha licenziato anche Margaret Mitchell, co-responsabile dello stesso team con Gebru, dopo un'indagine interna sulle sue email. Oltre 2.600 dipendenti Google e migliaia di accademici firmarono lettere di protesta.

Gebru ha poi fondato il DAIR — Distributed AI Research Institute, istituto di ricerca indipendente e comunitario, esplicitamente pensato per sottrarre la ricerca critica sull'IA all'influenza economica delle aziende che quella stessa IA la costruiscono e vendono.

«Non si possono avere le dinamiche attuali e aspettarsi che dalle aziende tech esca qualcosa che non sia propaganda. Quando inizi a censurare la ricerca, è quello che ottieni: paper che finiscono per essere più simili a propaganda.»
— Timnit Gebru
Fonte: MIT Technology Review · MIT Sloan · Bloomberg (caso Chatterjee, ricercatore Google licenziato per dissenso su un paper IA, 2023)

Ricerca, advocacy e audit critico

Diritti digitali, sorveglianza, armi autonome

Formazione e literacy

🎧Letture e ascolti per orientarsi

Libri per la AI literacy critica (italiano)

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